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Beni culturali e ambientali

Storia ed aspetti naturalistici rappresentano il biglietto da visita del territorio

 
Immagine: Ponte Vecchio
Ponte Vecchio

 I numerosi monumenti ricordano l'importanza di un tempo:

Castellaro: Sulla collina posta di fronte all'abitato in direzione del mare è visitabile un importante sito dell'Età del Bronzo e del Ferro, il Castellaro, che ci riporta alla storia del popolo del Cigno, gli antichi Liguri. Oggi il Castellaro, raggiungibile a mezzo di due comodi sentieri, è area di interesse comunitario (S.I.C.), inserita dal 2000 fra i siti soggetti a particolare tutela ambientale per la presenza di un complesso e delicato sistema carsico. Sull'acrocoro tracce di muri a secco testimoniano la vita umana dalla preistoria ai nostri giorni.

Chiesa parrocchiale di S.Maria Assunta: del mille, con successivi rifacimenti del 1300 e 1700. Lavori di restauro ai soffitti, che hanno visto l'impegno meritorio del volontariato locale, consentono oggi di ammirare gli affreschi realizzati fra '700 e ''800.

 
 

Ponte cinquecentesco detto Ponte Vecchio: a Pignone, con basamento medioevale e la loggia il cui impianto originario risale al ' 300. Da segnalare una Maestà rappresentante una Madonna con bambino.

Ponte cinquecentesco dell'acquedotto: a monte del paese con caratteristiche sovrarcate ed il vicino mulino Calzetta adibito dal Parco Regionale di Montemarcello - Magra a rifugio escursionistico.

Parrocchiale di Casale: con l'annesso oratorio e i due ponti post-medioevali dei quali uno lungo l'antico percorso che conduceva a Levanto lungo il torrente omonimo .

Grotte carsiche e l'inghiottitoio di S.Antonino: Sulla strada che conduce da Pignone a Casale è possibile ammirare il sistema di grotte più complessa della provincia spezzina; profondo una ventina di metri. All'ingresso alcuni pannelli spiegano cos'è il carsismo ed il mondo animale che lo popola, nel nostro caso una colonia di pipistrelli ed alcuni esemplari di geotritone Ambrosii, dal nome del grande studioso della Liguria storica Augusto Cesare Ambrosi cui è dedicata la prima parte del sentiero CAI 06. Muschi, felci, licheni ed una varietà complessa di piante arbustifere popolano il sito : un percorso botanico realizzato dalla studiosa Olimpia Cecchi con l'ausilio degli alunni della locale scuola elementare nel 2005 e dedicato al prof. Erminio Ferrarini, lunigianese, consente di conoscere alcune varietà vegetali endemiche.

 

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